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Argentina: Buenos Aires e il festival del Tango
  • Valido fino: 31 Dicembre 17
  • A partire da €: Su richiesta
  • Tipologia: Individuali con servizi privati, Ricorrenze e Feste
Argentina: Buenos Aires e il festival del Tango

Il più grande evento musicale popolare che coinvolge tuti gli appassionati di tango e visitatori da tutto il mondo. Ogni anno ad agosto per due settimane a Buenos Aires, per le strade, nelle piazze, nelle milonghe, nei locali e nei teatri, orchestre dal vivo danno vita a spettacoli artistici d'eccellenza, con poetiche interpretazioni musicali, espresse nel linguaggio corporale più significativo che sprigiona tensione ed energia sensuale. Si tratta di Tango: prima persona del verbo "tangere", "io tocco", patrimonio immateriale dell'umanità come dichiarato dall'Unesco nel 2009. In tutto il mondo si susseguono numerosi festivals dedicati a Sua Maestà il Tango ma qui, a Buenos Aires è un'altra cosa. Buenos Aires è sinonimo di tango fin da quando lo ha visto nascere nella seconda metà dell'800 quando una contaminazione di musiche e sonorità si trasformarono in ballo, un'iconografia pittorica e ancor di più una filosofia di vita.

E adesso Tango.

 

In sintesi

Un pensiero che si balla

 

 

Itinerario

1° giorno, ITALIA / BUENOS AIRES
Partenza dall'Italia con voli di linea.

2° giorno, BUENOS AIRES
Arrivo all'aeroporto internazionale. Disbrigo delle procedure di ingresso nel Paese, ritiro del bagaglio e trasferimento in hotel con immediata consegna della camera.
Nel pomeriggio partenza per la visita della città.
Buenos Aires è una città cosmopolita che mostra ad ogni passo l'influenza delle numerose correnti migratorie che l'hanno formata. La visita inizia dal luogo della seconda e definitiva fondazione della città nel 1581: quella che veniva chiamata la Plaza de Armas, oggi conosciuta come la Plaza de Mayo, centro storico, politico e culturale della città. La Piramide de Mayo, che si erge nel centro della piazza, è stato il primo Monumento Storico Nazionale inaugurato nel 1811. Intorno si possono ammirare la Casa Rosada, attuale sede del Potere Esecutivo Nazionale, il Cabildo, primo Municipio della città datato 1754 e che ancora oggi conserva le sue caratteristiche coloniali, e la Catedral Metropolitana. Dalla Piazza si inizia il percorso lungo la Avenida de Mayo, una delle zone urbanistiche più interessanti della città con i suoi edifici in vari stili. Vi sono ampie vie e spazi verdi come per addolcire il ritmo di questa vertiginosa città. Un buon esempio è la Avenida 9 de Julio, con le sue otto carreggiate separate da piazze con vecchi alberi ed abbellite con sculture e fontane, e dalla quale si può osservare un simbolo della città: l'Obelisco. Il percorso continua verso il quartiere di San Telmo, uno dei più antichi della città, abitato fino alla fine del secolo XIX da famiglie aristocratiche. Il quartiere, nel quale ogni domenica si concentra un mercato di antiquariato intorno a Plaza Dorrego, conserva intatto gran parte del suo patrimonio architettonico. Questa zona vive anche di notte in quanto vi si trovano varie "tanguerias", ristoranti e bar. Dirigendosi a sud si arriva nel pittoresco e colorato quartiere portuario di La Boca, con la sua famosa strada Caminito, le cui particolari caratteristiche edilizie e costumi riflettono l'influenza dei cittadini europei che arrivarono alle sue coste verso fine del secolo XIX e lasciarono la loro impronta non soltanto nell'architettura caratterizzata dalle case di lamiere multicolori ancora oggi abitate, ma anche nella cucina delle tipiche "cantinas". Poi si entra nel moderno quartiere di Puerto Madero, con i suoi antichi depositi portuari trasformati oggi in uffici, abitazioni, luoghi d'intrattenimento ed eleganti ristoranti con vista sul Rio de la Plata, e nel quartiere residenziale di Palermo, con le sue eleganti dimore circondate da spazi verdi, per arrivare infine alla Recoleta. Il Cimitero della Recoleta sorprende il visitatore con la sua ricchezza architettonica e con la presenza di importanti personalità della vita sociale e politica argentina i cui resti qui giacciono, tra le quali si distingue Eva Peron. Accanto al cimitero si trovano la chiesa di Nuestra Señora del Pilar, l'antico convento oggi diventato il Centro Culturale Recoleta, il centro commerciale Buenos Aires Design ed il centro di esposizioni Palais de Glace. Finito il percorso si rientra in hotel.

3° giorno, BUENOS AIRES (Estancia nel El Ombú de Areco)
Prima colazione. Partenza per un'escursione dell'intera giornata nella Estancia El Ombú de Areco, un'estancia tradizionale nella provincia di Buenos Aires a 110 km dalla città. Arrivo a San Antonio de Areco, una delle più antiche e rappresentative città della campagna argentina, dichiarata Culla della Tradizione. Si visiteranno i punti più importanti come la storica piazza, la chiesa di San Antonio di Padova e la 'costanera', rivivendo le tradizioni e la cultura coloniale. Poi, trasferimento all'Estancia El Ombú de Areco. Qui si godranno diverse attività: ricevimento con empanadas e vini argentini, passeggiate a cavallo, bicicletta o carrozze, piscina e, all'ora del pranzo, un delizioso e tradizionale "asado criollo" accompagnato da insalate e vini squisiti. Rientro in hotel verso le ore 18.
Quindi partenza dall'hotel verso la Zona Sud della città, dove si concentrano la maggior parte delle "tanguerías". Il Tango è per eccellenza la musica di Buenos Aires. Le sue origini risalgono al 1880. Il suo luogo di nascita fu negli "arrabales", abitati da immigrati italiani e spagnoli, neri e gauchos. Da questo incrocio di popolazioni nacquero i "compadritos", che nelle loro composizioni, nelle parole e nella danza hanno rispecchiato il duello dei "cuchilleros", caratteristico del loro ambiente sociale.
Il Tango nacque come una mescolanza di ritmi cubani, spagnoli, un po' di polka e, come dicono alcuni, anche un po' di musica africana. Le sue parole, difficili da comprendere e impossibili da tradurre, sono profondamente poetiche. Ognuna di loro ha qualcosa da raccontare sulla città, sulla sua storia e sulla sua gente. Nonostante le origini umili, negli anni venti il tango abbandonò i bordelli ed i bassifondi per entrare nei saloni frequentati dalle classi alte.
Nel 1920, un'antica casa coloniale si trasformò nel tradizionale bar "El Querandi" con la sua facciata Art Deco, la sua boiserie in legno scuro e le sue colonne salomoniche. Per sessant'anni fu un punto di ritrovo per scrittori, artisti e studenti. Nella decade del 1980 quasi fu demolito per un destino più promettente: oggi invece questo angolo emblematico di Buenos Aires è diventato uno di quei posti magici della città dove lo spirito del passato ritorna e si incontra con i suoi abitanti e coloro che vengono a visitarlo. Si tratta di un posto ideale affinché il visitatore possa godersi una cena eccellente ed uno spettacolo molto tradizionale. Questo spettacolo che non è pensato solo per i turisti, è ciò che si trova nel bar "El Querandi".
Al termine dello spettacolo, ritorno all'hotel.

4° giorno, BUENOS AIRES
Prima colazione. Oggi si visita San Telmo, una zona abitata inizialmente da gente di origine africana e dai "compadritos" che hanno contribuito a diffondere i loro ritmi musicali tipici in questa area: "candombe" e "tango". La visita continua nei luoghi dove il Tango è nato, il quartiere La Boca. Pranzo a El Obrero. Si visita un tipico "conventillo", una casa dove molte famiglie erano solite convivere insieme, ed un museo locale, dove si espone una selezione interessante delle pitture di Quinquela Martin. Poi si degusta un drink in una tradizionale "confiteria" (bar tipico) come "Las Violetas". Infine si visita il quartiere di Boedo, memoria dell'indimenticabile Tango: "Sur", passando per il bar di Homero Manzi, un edificio storico che mantiene il vero spirito del Tango Argentino.

Lezione privata di Tango con insegnamento individuale personalizzato. Ogni incontro ha la durata di un'ora ed è condotto in differenti lingue (inglese, italiano, francese) da professori altamente capaci. Il luogo è dotato di saloni esclusivi con specchi e pavimenti in legno adatti per un corretto apprendimento.

Alle ore 21:00 partenza dall'hotel verso la Zona Sud della città, dove si concentrano la maggior parte delle "tanguerías". Il quartiere di Abasto è stato testimone della nascita artistica di un idolo indiscusso: Carlos Gardel, il "Morocho de Abasto", icona indiscussa del Tango tanto in Argentina come nel mondo.
In un angolo della strada che oggi porta il suo nome e dove si trova una sua statua, esisteva un ristorante chiamato "El chanta quatro", dove si riunivano i pittoreschi personaggi del Mercato di Abasto. Questo luogo, nel quale Carlitos era solito ritrovarsi con i suoi amici, aprì le sue porte nel 1893. Oggi, più di cent'anni dopo, la storia si ripete e nello stesso edificio si riapre questo insuperabile ristorante tematico, conosciuto come "Esquina de Carlos Gardel", dove il tango continua a vivere come allora.
Verso mezzanotte rientro in hotel.

5° giorno, BUENOS AIRES / SALTA
Prima colazione e trasferimento all'aeroporto nazionale da dove si parte per Salta. Arrivo e trasferimento in hotel. Quindi partenza per la visita della città.
La città di Salta è una delle città più pittoresche dell'Argentina. La si conosce come "Salta, la linda", probabilmente grazie alla sua posizione privilegiata nella Valle de Lerma e per l'attraente contrasto tra i suoi edifici coloniali e la sua moderna architettura urbana. È senz'altro la città che ha meglio conservato la sua fisionomia coloniale, con le sue case a un solo piano ed i suoi caratteristici balconi con le ringhiere dell'epoca coloniale, riccamente lavorate. Il suo centro nevralgico è la Plaza 9 de Julio, intorno alla quale si ergono alcuni degli edifici più importanti e caratteristici della città, i principali alberghi e numerosi bar e ristoranti. La visita permette di ammirare i gioielli più rappresentativi dei tempi coloniali: la Chiesa ed il Convento de San Francisco – il cui edificio attuale data metà del secolo XVllI e la Basílica Menor–, il Cabildo ed il Museo Storico del Nord – che, costruito durante la fondazione della città, fu l'antica sede del governo del vicereame e, successivamente, del governo provinciale, il Convento de San Bernardo della fine del secolo XVI, la cui porta in carrubo intagliato è considerata un gioiello dell'arte coloniale salteño, e la Catedral Basílica, dai lineamenti italiani del principio del secolo XX, dove sono sepolti i resti dell'eroe delle battaglie per l'Indipendenza, il General Martín Miguel de Güemes. Il percorso continua nei dintorni di Salta, per arrivare infine al Cerro San Bernardo dove si trova il Monumento al General Martín Miguel de Güemes. Dalla montagna si ottiene una vista panoramica spettacolare della città ai suoi piedi e della Valle de Lerma in generale. La visita finisce presso il Mercado Artesanal, dove si possono ammirare le varie capacità degli artigiani locali. In tutti gli angoli della provincia di Salta si lavorano oggetti caratteristici come vasellame, cesti, tessuti, tappeti e ponchos, oltre ai tipici strumenti musicali. Finito il percorso si ritorna in hotel.

6° giorno, SALTA / CACHI (150 KM)
Prima colazione. Partenza per un'escursione nella Valle de Lerma fino al paesino di El Carril, continuando per Chicoana ed entrando prima per la Quebrada de los Laureles, e poi per la Quebrada de Escoipe. Si arriva così al Maray, da dove si entra nella Cuesta del Obispo, cammino con tante curve che permette di apprezzare una stupefacente vista panoramica del Valle Encantado e di piccole abitazioni con coltivazioni di frutta e mais. Il punto più alto del percorso si raggiunge nella Piedra del Molino, a 3.384 metri di altitudine sul livello del mare. Si continua attraversando l'impressionante Parco Nazionale Los Cardones per la Recta de Tin-Tin, una strada originariamente tracciata dagli indigeni locali che offre la strana sensazione di andare in salita mentre in realtà si sta scendendo. Arrivando a Cachi si osserva una panoramica del Nevado de Cachi e Payogasta, un antico insediamento indigeno. Si visita il paesino di Cachi, che si caratterizza per la sua architettura coloniale, con il Museo Archeologico e la chiesa.

7° giorno, CACHI / CAFAYATE (162 KM)
Prima colazione. Partenza verso la città di Cafayate per la bellissima Ruta N° 40 percorrendo i 46 km che la separano da Molinos, paese di montagna delle Valli Calchaquíes. Di disegno irregolare, con case in mattoni e tetti in terra, gallerie e portici, questa località fu fondata nel secolo XVII sulla confluenza dei fiumi Humanan e Luracatao. Ancora si conserva l'antica cappella e la casa colonica, dove oggi funziona l'Hostal el Molino. Tra le costruzioni del luogo risalta la Chiesa Parroquial costruita nel 1639, un vero monumento storico. Poi si passa dal paesino di Angastaco, dove è possibile ammirare le greggi di capre che si trovano ai lati delle strade, per arrivare poi a Seclantas, dove si trovano i migliori telai dei ponchos realizzati anche per grandi personaggi del mondo come Papa Giovanni Paolo II. Percorrendo 92 km, mentre si ammira lo splendido panorama della famosa Quebrada de las Flechas, si arriva a San Carlos, paesino vicino a Cafayate dove si possono ammirare le piantagioni di vite ai lati delle strade che preannunciano l'arrivo alla "tierra del buon vino". La città di Cafayate si trova a 1.660 metri di altitudine. Si possono visitare cantine che hanno le sedi nel centro del paese da cui si possono avere informazioni sul processo di produzione e degustazione delle differenti varietà di vitigni. Si raccomanda di assaggiare il torrontés, famoso per la sua ineguagliabile qualità, grazie alle condizioni climatiche e di altitudine nelle quali vengono coltivate le viti.

8° giorno, CAFAYATE / SALTA (186 KM) (Altitudine massima: 3384 m)
Prima colazione e partenza per Salta. Nel tragitto si possono ammirare le differenti formazioni della Quebrada de las Conchas, costituita dalle diverse figure scolpite dall'acqua e dal vento attraverso milioni di anni di erosione. Lungo la Ruta N° 68 si trovano diversi punti da cui si possono ammirare le curiose figure dell'Anfiteatro, la Garganta del Diablo, Los Castillos, Los Medanos, La Yesera, El Sapo, El Fraile, tra le tante formazioni montagnose costituite da arenaria dai colori vivaci. Una sosta obbligata è nel Parador Posta de las Cabras. Qui si può gustare un buon caffè caldo con formaggio di capra prodotti sul posto. Si attraversano poi i paesini di Coronel Moldes, El Carril, La Merced e Cerrilos, circondati da piantagioni di tabacco, per arrivare infine alla città di Salta.

9° giorno, SALTA (Quebrada de Humahuaca, 14 ore 520 Km) Altitudine massima: 2939 metri
Prima colazione e al mattino presto partenza per una escursione alla Quebrada de Humahuaca, dichiarata Patrimonio dell'Umanità, dove il paesaggio ed i colori delle montagne si coniugano con le culture altrettanto colorate che abitano la zona. Si tratta di un viaggio dove si entra in contatto con la vita locale e le tradizioni. L'itinerario inizia con l'arrivo al piccolo paese di Purmamarca per osservare il Cerro de los Siete Colores, dove risalta la cappella di mattoni in onore a Santa Rosa de Lima – dichiarata Monumento Storico Nazionale– che data l'anno 1648, ed il mercato artigianale della piazza. Si passa per la Posta de Hornillos, continuando verso il paesino di Tilcara per visitare il Pucará, un'antica fortezza indigena precolombiana parzialmente ricostruita, ed il Museo Archeologico della Provincia, che si trova situato di fronte alla piazza principale del paese. Il museo possiede svariati oggetti dell'arte incaica precolombiana provenienti dall'Argentina, Peru, Bolivia e Cile. Si continua il percorso verso Huacalera, passando per il Tropico del Capricorno, da dove si possono ammirare i colori della montagna chiamata la Pollera de la Colla. Si visita poi la Chiesa di Uquía, dove si trovano le pitture degli Ángeles Arcabuceros, vestigia importanti della scuola di pittura cuzqueña nella zona. Infine si arriva alla località di Humahuaca situata a 2.939 metri di altitudine. Humahuaca fu fondata dagli indigeni della regione nell'anno 1594 e si caratterizza per il suo profilo architettonico coloniale con case in mattoni, strette strade lastricate e lampioni in stile coloniale, ma soprattutto per il calore dei suoi abitanti. È interessante soffermarsi un momento nella piazza principale, intorno alla quale ritroviamo i monumenti principali e gli edifici storici, come la chiesa, il Cabildo Colonial, il Monumento alle Guerre per l'Indipendenza Argentina –conosciuto come Monumento al Indio–, il mercato municipale ed il museo del Carnaval Norteño. Dopo pranzo, s'intraprende la via del ritorno per osservare dalla strada la Paleta del Pintor, montagna che incornicia il paese di Maimará. Ritorno alla città di Salta in serata.

10° giorno, SALTA / BUENOS AIRES
Prima colazione. In tempo utile trasferimento in aeroporto per il rientro a Buenos Aires. Arrivo e sistemazione in hotel. Pasti liberi. Pernottamento.

11° giorno, BUENOS AIRES / ITALIA
Prima colazione. In tempo utile trasferimento in aeroporto per il volo di rientro in Italia.

12° giorno,  ITALIA
Arrivo previsto in giornata.

 

Possibilità di estensione per la visita delle cascate di Iguazu.

 

 

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